Poesie

Muti
arpionano terra e fuggono
da palo a palo
uomini
da palo a palo

Rubano perle
alle siepi d’oro dei moscati
mani svelte
bianche del mattino
rovistano vesti arrese

Avvinghia la vigna
alle sue carni ritorte
ruba le mani
in verdi vortici
negli agguati di giugno

L’anno che tra i filari
vennero sepolti i partigiani
il vino si fece amaro
nel bicchiere non cresceva
più la buona schiuma

Fermati
qui è passato un carro con le uve
nel silenzio più alto
è passato l’uomo
con tutta la sua sofferenza

Verrà scalza
come faceva nei balli dell’estate
mi darà grappoli d’uva Moscato
dolci come i suoi occhi
dolci come il suo sangue