Sentiero Remo Poggio
Percorso
Descrizione
Nella prima parte, si trova l’area attrezzata per la sosta, appena sopra il paese; il panorama è già vasto e si arricchisce, estendendosi ulteriormente, dalla chiesa campestre dedicata a San Carlo: il punto più alto del territorio comunale. Lasciata la chiesetta, sul piano sterrato di cresta ci sono alberi di Ciliegio e, in fondo, un vecchio e grande esemplare di Mandorlo. Proseguendo sul prato, si passa accanto ad alberi di Pesco: qui il panorama è aperto a sinistra sulla valle Belbo e si vede in lontananza il piccolo paese di Camo; più avanti compare in basso Valdivilla, frazione del Comune di S. Stefano Belbo, con la sua chiesa in sommità. La visuale panoramica si sposta poi verso ovest, sulla valle del Tanaro e, nelle giornate limpide, sul grande spettacolo della catena montuosa delle Alpi con il Monviso ben riconoscibile. Più avanti, il tratto sterrato scende tra vigne coltivate a mano nella Valle Bera; ancora vigne, quasi tutte di uva Moscato, piccoli frutteti e qualche ulivo intorno a vecchie cascine, alcune di queste ristrutturate.
La macchia di bosco segna il fondo della valle e offre in primavera la luce colorata delle Primule e delle Violette anche bianche; in estate le Gaggìe e le Acacie regalano un po’ di ombra per il caldo. Il lungo rettilineo asfaltato è una strada comunale che può portare ai paesi di Castagnole Lanze o Coazzolo. Quando si risale su sterrato si è su un versante ad ovest coperto da grandi vigneti di Moscato; in una curva è possibile notare la particolare lunghezza di alcuni filari mentre una nuda parete della collina rivela gli strati di tufo che compongono questo fertile terreno. Il panorama è sempre aperto verso l’albese, le colline del Roero e la cornice dei monti, con buona visibilità. La piccola borgata dei Forti, che si attraversa risalendo, pare sia stata il sito di una fornace in epoca romana ed ha mantenuto in parte il fascino delle vecchie e sperdute cascine di campagna; accanto alla strada è possibile vedere ancora i locali di ciò che era una stalla. Salendo ancora si riapre il panorama di vigne tutt’intorno, si costeggia un piccolo pilone votivo e, quasi in cima, si può notare sulla sponda sinistra una pianta di olivo che ha attraversato il tempo. Raggiunto il crinale, di fronte il paese di Castiglione Tinella è visibile sopra le rocche nel suo versante occidentale; si scende ancora tra i vigneti di uva Moscato verso il Rio delle Rocche e la strada che risale attraversa poi un noccioleto. Ritornando al paese di partenza si riaprono i panorami a ovest, nord ed est, e si ripassa dalla area di sosta attrezzata prima di scendere sulla piazza.